Pirate Bay, botta e risposta tra Aduc e Fastweb

Pirate Bay, botta e risposta tra Aduc e Fastweb
Aduc denuncia Fastweb al Garante Privacy, poi annuncia che “il provider ha smesso di schedare gli utenti”. Intanto Fastweb spiega il motivo del reindirizzamento degli utenti sul sito pro-music.org
L’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori nei giorni scorsi ha presentato un esposto al Garante della privacy contro il dirottamento degli utenti - che sarebbe stato effettuato dal provider Fastweb - all’indirizzo IP 217.144.82.26, appartenente al sito britannico “www.pro-music.com”: organizzazione che fa capo alla Ifpi, la coalizione dei discografici.
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Riapre Pirate Bay: i pirati del download beffano il governo

Riapre Pirate Bay: i pirati del download beffano il governoE’ durata ben poco l’efficacia del provvedimento delle Fiamme Gialle nei confronti di Pirate Bay, il sito nato per lo scambio di file torrent, ampiamente usati per agevolare il download illegale di film, telefilm e dischi. A pochi giorni dal blocco del DNS (l’indirizzo numerico che corrisponde ad ogni sito), Pirate Bay ha già aggirato tecnologicamente il blocco, riaprendo l’accesso alla maggior parte degli utenti italiani.
Non solo: il sito (di origine svedese) ha apertamente sfidato il governo. Aprendo la pagina del “Google dei Torrent” appare infatti un messaggio per gli utenti italiani. L’incipit è da toni di sfida “Siamo abbastanza abituati a paesi fascisti che non consentono la libertà di espressione, moltissimi piccoli paesi con dittatori hanno bloccato il nostro sito, perchè veicola contenuti pericolosi per il regime”. Nel testo, Pirate Bay, sembra conoscere bene l’attualità politica italiana: “Berlusconi è la persona più potente nei media italiani, possedendo molte compagnie che competono direttamente con Pirate Bay: vuole mantenere lo status quo”.
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P2P a rischio in Italia: bloccato anche The Pirate Bay

P2P a rischio in Italia: bloccato anche The Pirate BayContinua la durissima presa di posizione delle autorità italiane contro il peer2peer illegale. Dopo Colombo bt è la volta di un altro famoso portale fermato dalla Guardia di Finanza

Scaricare contenuti illegalmente in Italia è ormai molto più difficile. L’offensiva delle forze dell’ordine contro il p2p di contenuti protetti non è infatti mai stata incisiva come negli ultimi mesi, facendo pensare a una precisa regia politica negli interventi.

In questo quadro potrebbe trovare posto anche la scelta di Mediaset di procedere legalmente contro YouTube, come parte di una campagna senza esclusione di colpi contro la troppo libera circolazione di contenuti protetti dal diritto d’autore.

L’obiettivo non dichiarato, ma messo in pratica con determinazione, è di sradicare il fenomeno della pirateria, o quantomeno ridimensionarlo in modo consistente, trasformandolo da abitudine di massa a pratica clandestina per “iniziati”, più facilmente identificabile come illegale e quindi perseguibile.
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