Torna l’email da hacker anonimo con richiesta di denaro: consigli oggi 7 agosto

Pare essere nuovamente attuale la famosa email che tanti italiani stanno ricevendo da un fantomatico hacker anonimo oggi 7 agosto. L’iter è lo stesso di sempre e i nostri lettori più attenti probabilmente ricordano che che ne parlammo più di un anno fa per la prima volta sulle nostre pagine. Proviamo dunque a capire come riconoscere questo messaggio, ma soprattutto a cosa farcene di un messaggio di posta elettronica dai contenuti tanto grossolani.

hacker anonimo

Cosa ci dice il solito hacker anonimo

Il messaggio email pervenuto dal solito hacker anonimo è fondamentalmente lo stesso di sempre, con aggiornamento delle date. La vittima viene accusata di essere stata spiata lo scorso mese di luglio mentre era impegnata a godersi i contenuti di un sito per adulti. Nel tentativo di farvi riconoscere il testo in questione, condivido con voi lo scorcio iniziale del messaggio, in modo che la situazione sia chiara per tutti:

Ti saluto! Ho brutte notizie per te.
17/07/2019 – in questo giorno ho hackerato il tuo sistema operativo e ottenuto l’accesso completo al tuo account [email protected]. Come era:
Nel software del router attraverso il quale sei andato online, c’era una vulnerabilità. Ho prima hackerato questo router e inserito il mio codice dannoso su di esso. Quando sei entrato in Internet, il mio trojan è stato installato sul sistema operativo del tuo dispositivo
“.

Come avvenuto a suo tempo, anche oggi 7 agosto valgono le raccomandazioni della Polizia Postale, secondo cui è necessario ignorare nel modo più assoluto messaggi di questo tipo. Non esiste alcun hacker anonimo in grado di spiarci in questo modo, ed il fatto stesso che in tanti abbiano ricevuto un testo di questo tipo, con la sola modifica della data, la dice lunga sull’attendibilità della comunicazione in questione. Anche a voi è capitato di ricevere qualcosa del genere?

Le truffe via email inviate da presunti hacker anonimi rappresentano una delle minacce informatiche più diffuse. Il messaggio, spesso minatorio, afferma che il dispositivo della vittima è stato violato e che sono stati registrati filmati compromettenti o raccolti dati personali riservati. Per evitare la divulgazione a parenti e contatti, i cybercriminali chiedono il pagamento di un riscatto, generalmente in criptovalute.

In realtà, si tratta quasi sempre di un bluff basato sul phishing e su tecniche di ingegneria sociale per incutere terrore. Spesso i truffatori usano vecchie password trapelate in rete per rendere l’estorsione credibile. La risposta corretta è mantenere la calma: non bisogna mai pagare, ma occorre ignorare l”email, cambiare le proprie credenziali e attivare l’autenticazione a due fattori.

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