Da Sharp nuovi sensori CCD per la video-sorveglianza

Sono destinati alle videocamere per la videosorveglianza i nuovi sensori CCD al alta sensibilità svelati da Sharp Corporation. Questi sensori realizzati con una tecnologia denominata “progressive scan” sono frutto di un processo di miniautirizzazione mutato dall’esperienza dell’azienda nel settore dei dei ricettori per fotocamere digitali e sono pensati per un vasto campo di impiego sia in interno che in esterno.

Con una sensibilità di 1.900 mV i sensori CCD introdotti da Sharp garantiscono una buona qualità di ripresa anche in condizioni di scarsa illuminazione. La componentistica è ottimizzata per operare in condizioni critiche come l’illuminazione diretta del sole e la collocazione in vicinanza di poli luminosi quali potrebbero essere in esterno i lampioni dell’illuminazione pubblica. In entrambi i casi i sensori proposti da Sharp limitano l’effetto “abbagliamento” mantenendo la riconoscibilità della scena ripresa.

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Nissan Leaf, in California nasce la casa a misura dell’auto elettrica

La casa automobilistica giapponese Nissan si è fatta promotrice di un progetto pilota negli Strati Uniti per la costruzione di abitazioni eco-compatibile e predisposte per la ricarica degli autoveicoli e trazione ibrida o elettrica. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Nissan e la società City Ventures specializzata nella costruzione di edifici a basso impatto ambientale e prevede complessivamente la realizzazione di 190 residenze di varia tipologia abitativa distribuite in tre cittadine californiane. A Signa Hill è prevista la realizzazione di 54 abitazioni e 108 posti auto. A Santa Barbara saranno realizzate 48 abitazioni e 100 posti auto. Ad Alhambra sarà invece realizzata un’area di sosta a servizio di 88 abitazioni e parzialmente aperta al pubblico con 428 parcheggi dove sarà possibile effettuare la ricarica degli autoveicoli.

Il progetto abitativo di Nissan e City Ventures rilancia il concetto di abitazione eco-compatibile che renda minimo l’impatto sul territorio a partire dalla scelta dei materiali e dalle tecniche di coibentazione. La novità principale è però costituita dalla realizzazione di posti auto e garage che integrano una stazione (dock) di ricarica di livello II (240v/40 amp). Rispetto alla normale rete elettrica questa soluzione riduce drasticamente i tempi di ricarica delle batterie andando a risolvere uno degli inconvenienti maggiori delle auto elettriche. L’impianto si integra con le altre applicazioni della domotica eventualmente presenti e gestisce i carichi di lavoro a seconda delle richieste di tutte le unità collegate.

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Google, con Motorola nuovi passi nella domotica

Il clamoroso annuncio dell’acquisizione di Motorola da parte di Google è destinato a riscrivere gli equilibri dell’universo “mobile” ma potrebbe avere importati ricadute anche nel campo della domotica, un settore verso cui il motore di ricerca ha sempre mostrato grande interesse e che potrebbe trovare in Motorola un importante pilastro. Lo scrive la CNN che analizzando i dettagli dell’accordo tra i due gruppi ha sottolineato come le competenze tecniche di Motorola si incastrino perfettamente con le ambizioni di Google nel “home automation”.

Se in Europa Motorola è nota principalmente per la produzione di telefoni cellulari e smartphone, sul mercato statunitense il costruttore vanta una solida tradizione anche per quanto riguarda i dispositivi wireless per la reti domestiche, la produzione di radio ricetrasmittenti e i sistemi baby monitor. Sono questi settori che offrono a Google una base di partenza estremamente solida attorno a cui costruire la “casa interattiva” e costantemente connessa alla rete.

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Domotica, il mercato USA varrà 5.5 miliardi nel 2016

Varrà circa 3,4 miliardi di dollari il mercato “home automation” negli Stati Uniti per il 2011. Un dato in crescita del 6% rispetto ai 3,2 miliardi del 2010 e destinato a crescere con regolarità nel prossimo quinquennio fino a raggiungere i 5,5 miliardi di dollari nel 2016. E’ questo uno dei dati più interessanti presentati nel rapporto “Home Automation and Security Technologies, Products, and Markets” presentato da Electronics.ca Publications che si propone di fare il punto sulla situazione attuale del settore e descriverne le prospettive future.

In linea generale il report registra un crescente interesse verso le applicazioni della domotica anche per effetto della sensibilizzazione ai problemi del risparmio energetico e dell’uso sostenibile delle risorse. Anche le applicazioni nel campo della sicurezza e della video-sorveglianza costituiscono un fattore attrattivo verso il pubblico. Sono in particolare le nuove generazioni, per anagrafe più portate all’uso delle tecnologie, che alimentano il mercato della domotica contribuendo al raggiungimento di quella massa critica che porterà ad un generale abbattimento dei costi ed ad una nuova invasione del mercato consumer.

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Domotica, sistemi a rischio per un hack su powerline

Una delle applicazioni della domotica che più ha affascinato i media ed i consumatori negli ultimi anni è l’idea della “casa in rete“, un complesso di tecnologie integrate in cui elettrodomestici, impiantistica, cellulari e sistemi informatici dialogano tramite una mutua connessione per automatizzare o programmare operazioni di routine. Al crescere dell’interesse verso queste soluzioni fa da da contraltare il timore che i problemi di sicurezza propri delle reti informatiche si trasferiscano anche all'”home automation” con conseguenza prevedibilmente molto pericolose.

Un primo esempio pratico in questo senso è stato mostrato all’annuale conferenza sulla sicurezza informatica Black Hat che si è svolta a Las Vegas. Qui due ricercatori, Dave Kennedy e Rob Simon, hanno mostrato un prototipo di dispositivo chiamato X10 Black Out che collegato ad una presa elettrica sulla stessa rete dell’edificio da attaccare sarebbe in grado di prendere il controllo di tutte le funzioni di home automation sfruttando la tecnologia powerline su rete elettrica per lo scambio dei dati. A titolo di esempio i due ricercatori hanno spiegato che questa soluzione permetterebbe ad un ipotetico “malintenzionato” di prendere il controllo delle luci, spegnere le videocamere di sorveglianza, modificare le impostazioni del riscaldamento e del condizionamento o anche “solo” di monitorare silenziosamente le attività degli ambienti.

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