settembre, 2009

RogueScanner: un’utilità Open Source che serve per sapere che dispositivi sono connessi in una rete WiFi

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Ormai tutti a casa hanno una connessione internet Wi-fi, ma non tutti sanno come configurarla bene o in altri casi hanno paura di possibili intrusioni da parte di malintenzionati o solo curiosoni che abitano vicino a noi.
Craccare una rete Wireless mal protretta è una cosa abbastanza semplice anche per chi non mastica pane e codice, ma in nostro aiuto ci viene un’applicazione software Open source.

RogueScanner è un’utilità che serve per sapere che dispositivi sono connessi in una rete WiFi.

RogueScanner elenca tutti i dispositivi che sono connessi ad una rete WiFi e mostra informazione su quei dispositivi. L’informazione che mostra è: direzione IP, direzione MAC, il fabbricante ed il modello.
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C’è Linux mobile al centro degli annunci Vodafone di oggi

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C’è Linux mobile al centro degli annunci Vodafone di oggi.
Annunci rilasciati a livello mondiale e che di fatto rappresentano un passo importante nella strategia della società verso i servizi Internet e le applicazioni per il mondo mobile.

Tutto, va detto, era iniziato qualche mese fa con la creazione di Jil (Joint Innovation Lab), in collaborazione con China Mobile, Verizon e Softbank, con l’obiettivo di dar vita a una piattaforma per lo sviluppo e la distribuzione di servizi mobili; una sorta di “body”, come lo definisce l’amministratore delegato di Vodafone Italia Paolo Bertoluzzo, il cui obiettivo è lavorare sulla standardizzazione.
A Jil si è poi affiancata la Vodafone Open Platform, piattaforma aperta per definizione, che consente l’accesso a una serie di funzionalità strategiche, dal billing alla localizzazione fino alla presenza.

Sulla base di questi asset, annunciati nei mesi scorsi, prende oggi vita Vodafone 360, la risposta Vodafone alle proposte Apple, Nokia, Blackberry in materia di applicazioni per il mondo della telefonia mobile.

Vodafone 360, che sarà ufficialmente disponibile in Italia prima di Natale, di fatto costituirà l’offerta applicativa di Vodafone, costruita secondo un approccio device independent. O quasi.
Le applicazioni saranno infatti distribuite attraverso un unico Application Shop e saranno disponibili sia su terminali dedicati (sviluppati in collaborazione con Samsung), sia su una gamma di terminali in grado di supportarli. In questo caso, si parla di alcuni modelli Nokia di ultima generazione.
Bertoluzzo su questo punto apre a tutte le possibilità. E’ vero, in questo momento iPhone e BlackBerry sembrano esclusi, ma le evoluzioni sono dietro l’angolo e nulla esclude futuri ripensamenti.

Il modello di business è quello già adottato da altri player: 70% delle revenue allo sviluppatore, che sarà libero di applicare il prezzo che ritiene adeguato alla sua applicazione, e 30% a Vodafone.

In Italia si dovrebbe partire con un migliaio di applicazioni, realizzate da circa 200 sviluppatori, mentre a livello mondiale si parla di 5.000 apps per 500 sviluppatori.
Tra questi, media company, editori, ma anche giovani o semplicemente appassionati, intenzionati a mettersi in gioco in questo segmento di mercato.

Si parla, naturalmente, di integrazione con i social network, di liste contatti dinamiche, di fornitori di contenuti come Il Sole 24 Ore, Sky, Seat Pagine Gialle.
Ma si parla soprattutto di un modello di business.

“Finora – riconosce Bortoluzzi – il mercato delle applicazioni per l’Internet in mobilità si è rivelato un segmento ad altissima crescita ma a bassissimo revenue. Solo il 7% delle apps scaricate è a pagamento. Non è solo questione di gratuità, ma anche di barriere culturali. Per l’utente, dover sottostare al processo di autenticazione e di inserimento dei dati della propria carta di credito è un ostacolo non da poco. Con Vodafone 360, invece, il billing è strettamente correlato al conto telefonico: il costo dell’applicazione viene automaticamente scalato dal credito o adddebitato in conto. Un nuovo modello di business destinato a cambiare le regole del gioco”.

Per quanto riguarda i controlli sulle applicazioni, Vodafone promette di limitarsi a quelli strettamente necessari: esistenza di diritti sui contenuti, eventuale presenza di codici maligni, contenuti non leciti (pedopornografia, ad esempio), eventuale presenza di istanze di billing nascoste.

Infine, last but not least, a disposizione degli utenti una rete di 2500 punti vendita ai quali rivolgersi per effettuare il set up di 360 sui loro terminali.


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AMD-ATI RADEON HD 5800

AMD-ATI RADEON HD 5800AMD presenta la più potente famiglia di processori grafici mai prodotta, ATI Radeon HD serie 5800, la prima e l’unica che garantisce il pieno supporto a Microsoft DirectX 11 e che offrirà un’esperienza visiva e di gioco al massimo delle tecnologie offerte da Windows 7. In grado di raggiungere prestazioni fino a 2,72 Tflop di potenza, la nuova serie ATI Radeon HD 5800 è caratterizzata da due modelli: ATI Radeon HD 5870 e ATI Radeon HD 5850 ognuna con un 1GB GDDR5 di memoria. Con la nuova serie ATI Radeon HD 5800 gli utenti potranno accrescere la loro esperienza grazie alla tecnologia ATI Eyefinity multi-display, potranno incrementare le prestazioni del proprio PC
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Secondo un consulente del Tribunale Europeo il servizio AdWords di Google non infrange le normative sui marchi registrati.

Secondo un consulente del Tribunale Europeo il servizio AdWords di Google non infrange le normative sui marchi registrati.Nessun atto illegale: secondo un consulente del Tribunale Europeo il servizio AdWords di Google non infrange le normative sui marchi registrati.

Il giurista Luis Poiares Maduro ha spiegato che consentire agli inserzionisti di comprare parole chiave riferite a particolari brand non costituisce un’infrazione. Pertanto Google guadagna un alleato di rilievo nell’opposizione all’esposto presentato da Luis Vuitton Moet Hennessy nel 2004, dove si accusava Mountain View di utilizzare in maniera impropria alcuni trademark.

Per la prima volta un caso del genere era approdato alla più alta autorità giudiziaria della UE, e secondo alcuni entro sei mesi dovrebbe arrivare la definitiva conferma circa la liceità della vendita di keyword effettuata da Google.
Che tuttavia potrebbe ancora essere riconosciuta responsabile dai tribunali nazionali e quindi punita a livello locale

“Crediamo che selezionare una serie di parole chiave per motivi pubblicitari non costituisca una violazione – ha precisato Harjinder Obhi, avvocato di Google – i consumatori non possono altro che trarne beneficio, poiché sono intelligenti e non si lasciano confondere”.

AdWords per BigG significa una consistente fetta degli introiti annuali, ma molte aziende in passato ne avevano contestato i meccanismi, sostenendo che Google approfittasse di brand non propri per generare introiti ulteriori.

Per il mercato statunitense si tratta di una pratica ormai nota che Google ha sdoganato definitivamente qualche mese fa. Tuttavia molte aziende europee non avevano mai digerito completamente il comportamento di Mountain View. Ora che la UE parrebbe sul punto di avallare la gestione di AdWords sarà tuttavia più complicato far valere le proprie ragioni, anche di fronte ad una corte nazionale


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Google Chrome Frame: O forse è meglio chiamarlo Google Trojan Horse

chrome-os-internet-explorer.jpgSi chiama Google Chrome Frame, ma forse sarebbe più opportuno chiamarlo “Google Trojan Horse”. La nuova iniziativa di Mountain View per un web meno ancorato alle tecnologie del passato prende la forma di un plugin per Internet Explorer (6, 7 e 8), installato il quale anche gli utenti costretti (vuoi per necessità o per semplice pigrizia) a navigare con il browser Microsoft potranno sperimentare i nuovi standard del web moderno.

Il plugin, avverte Google, è nelle prime fasi di sviluppo ma ha un obiettivo già ben definito, vale a dire trasformare l’interfaccia di IE in un contenitore all’interno del quale far girare il motore di rendering Webkit e il potentissimo interprete JavaScript di Chrome noto come V8.
La ragione è fornire agli IE-dipendenti i vantaggi dell’HTML 5, la corretta interpretazione dei fogli di stile, il supporto per le Canvas e il formato grafico vettoriale SVG, nonché la stellare velocità di esecuzione del codice JS all’interno del suddetto engine V8.

Chrome Frame si inserisce perfettamente nella politica apertamente “ostile” (di Google e non solo) nei confronti del vetusto Internet Explorer 6, a cui mancherà presto il supporto per YouTube, Digg e altri importanti portali.
Secondo le intenzioni, la disponibilità del motore di un browser moderno sotto forma di plugin dovrebbe poi servire a rendere meno amara la pillola dell’upgrade in taluni ambienti corporate, dove spesso la compatibilità con il framework di IE 6 ancora rappresenta una condizione necessaria a far girare software specialistico da cui le aziende non possono proprio prescindere.


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Trust: ComfortLine Mouse le novità del mercato per questo inverno

16336.jpgLa comodita di questo mouse si vede subito dalla forma ergonomica, visto che è stato realizzato su misura per la mano umana.
Ovviamente, non tutte le mani sono uguali: ce ne sono di grandi e di piccole, lunghe, larghe, sottili, grosse… e cosi via!

In tutte le versioni, i bordi rivestiti in gomma consentono una presa più salda e i tasti laterali semplificano la navigazione su Internet.

La tecnologia ottica consente una notevole precisione. E se si desidera un mouse
ancora più sensibile, sarà facile regolarlo grazie al tasto per modificare i dpi situato dietro la rotellina di scorrimento.
Tutti i mouse della serie, ovviamente, sono plug & play.

Il Comfortline Wireless Mouse è provvisto di un ricevitore USB ultracompatto, quasi invisibile, con un raggio d’azione di 8
metri.

Il top della serie, ¨ il Comfortline Bluetooth,
La tecnologia Bluetooth® 2.1 consente di fare a meno del ricevitore, a patto che il laptop presenti tale funzionalita incorporata.

Desiderate guardare i mouse online? potete farlo a questo indirizzo

Tutti i mouse saranno in vendita da meta agosto.

Prezzo consigliato:
Trust ComfortLine Mouse – 13,99
Trust ComfortLine Wireless Mouse – 21,99
Trust ComfortLine Mini Mouse 13,99
Trust ComfortLine Wireless Mini Mouse 26,99
Trust ComfortLine Bluetooth Mini Mouse 32,99


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escrancom: Il negozio virtuale

10183359-escrancom.jpgGli ultimi scampoli di vacanza? Vacanze non ancora fatte o terminate da tempo? Beh, spero sia andato tutto bene, ma come ricaricarci dopo la pausa estiva? Come essere pronti per una ripresa autunnale?

Forse abbiamo ancora bisogno di qualche cosa per vivere al meglio quest’ultimo periodo estivo: abbigliamento, auto, moto, una barca? O forse dobbiamo disfarci di uno o più oggetti che non ci servono più?
La soluzione è una SOLA.
escran.com è sempre attivo, disponibile e gratuito. Basta usarlo, spargere la voce ed il resto verrà da sè.

Oltre 4000 utenti registrati ed un sito tecnologicamente all’avanguardia che negli ultimi giorni ha aggiunto diverse funzionalità tecniche atte a migliorarne l’utilizzo.
FEED RSS ai negozi online in modo che i clienti affezionati possano tenere sotto controllo i nuovi oggetti posti in vendita. Inoltre è stata implementata la possibilità di rimettere in vendita gli oggetti invenduti con un semplice clic tramite il proprio account.
Inoltre è adesso possibile salvare le ricerche effettuate ed assegnare loro un nome in modo che la ricerca degli oggetti desiderati sia semplificata al massimo.

Escran non richiede il pagamento di alcuna commissione sul venduto anzi stiamo studiando un innovativo modello di business nel quale saremo noi a pagare una commissione ogni volta che un proprio oggetto viene venduto.

I negozi online creati su Escran verranno automaticamente pubblicizzati in una pagina dedicata dei siti dell’Expo Milano 2015, inoltre a rotazione alcuni oggetti verranno visualizzati anchessi sui portali. E tutto ciò inizierà la quarta settimana di Settembre


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L’ultima denuncia di Beppe Grillo: Rivoglio i miei video

L’ultima denuncia di Beppe Grillo: Rivoglio i miei videoLa denuncia del popolare comico campeggia sulla pagina del suo blog, storicamente il più visto e frequentato in Italia, l’unica voce nazionale a contare qualcosa anche nell’enorme e anglofona Rete mondiale.
Durante la notte YouTube ha disattivato TUTTI i video pubblicati da questo blog. 419 video, spesso di denunce, di fatti mai visti in televisione o sui giornali. Visualizzati per 52.296.387 volte. Il secondo canale italiano di informazione su YouTube dopo la RAI”.
Una decisione, la sospensione dell’account StaffGrillo e dunque l’inaccessibilità di tutti i video publicati, che è legata alla violazione del copyright da parte di un video del canale, due minuti con sottotitoli “rubati” al David Letterman Show in occasione dell’intervista con il presidente Obama. Una violazione delle condizioni spiegata dal sito di streaming di proprietà di Google con una email, sempre pubblicata da Grillo:

Mentre Grillo, da parte sua, “minaccia” che tutti i video oscurati verranno presto ricaricati su un’altra piattaforma (Vimeo) e invita a scrivere direttamente a David Letterman per denunciare il “sopruso” – l’oscuramento di tutti i video a fronte di uno solo “illegale” -, dall’altra parte YouTube ci racconta di come la sospensione dell’account avvenga in modo automatico.

Ecco la spiegazione: “Non possiamo commentare nel dettaglio singoli casi, tuttavia il sistema opera in modo chiaro. YouTube dispone di un sistema che identifica automaticamente i video che sono protetti da copyright. In base ai Termini e condizioni d’uso della piattaforma, se un utente riceve più di due notifiche per violazione di copyright il suo account viene sospeso. L’account può essere riattivato se la violazione del copywright viene risolta”. E Beppe Grillo – in un qualche modo – deve averla risolta, perché proprio nel momento in cui stiamo scrivendo (in curiosa coincidenza con la telefonata ai responsabili di YouTube), il canale è tornato visibile. Grillo aggiorna così il suo blog: “Grazie alle migliaia di messaggi che avete inviato, la segnalazione di violazione del copyright è stata ritirata e l’account Youtube “staffgrillo” è nuovamente operativo. Grazie a tutti!”


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Il misterioso Apple tablet: Arriva il rivale Microsoft

courier-pc-talet-324.jpgil misterioso Apple tablet da mesi non fa dormire i cacciatori di notizie del web.
Ma anche la Microsoft sta lavorando ad un progetto simile e secondo le ultime indiscrezioni supportate da vario materiale fotografico, si trova anche a buon punto.

Quello di Microsoft, dal nome in codice Courier, è un dispositivo appartenente alla famiglia dei booklet, ovvero molto simile ad un libro cartaceo.
Attualmente Courier si trova in uno stato di prototipo avanzato e dispone di due display da 7 pollici multitouch progettati per scrivere e disegnare sia con uno stilo che con le dita.

I due display sono connessi da una cerniera che include anche un tasto home, mentre le varie spie di stato, della carica della batteria e dell´attivazione della rete Wi-Fi sono posizionato sul bordo di uno degli schermi. Sul retro è presente anche una fotocamera mentre per ricaricare la batteria è sufficiente una base induttiva (senza connessione elettrica).

Il booklet, attraverso l´interazione dei due display, permette di trovare l´indirizzo di un contatto sulla mappa semplicemente trascinandolo dalla rubrica alla mappa, di catalogare le foto, organizzare la giornata, prendere appunti scrivendo con la penna come ci è stato insegnato alle elementari e trasformare tali appunti in note.
Insomma, si apre una nuova era nella quale i computer saranno ancora più vicini alle naturali esigenze dell´uomo.


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Donne e Tecnologia

cisco_podcast-2.jpgLe studentesse non proseguono negli studi e non si avviano a carriere ICT nonostante abbiano buone competenze ed interesse per l’informatica, mantenendo molto accentuata la disparità di genere nel settore. Questa la realtà emersa dallo studio “Donne e ICT: perché le ragazze non entrano nel mondo della tecnologia” commissionato da Cisco a EUN Schoolnet, partnership internazionale composta dai trentuno ministeri dell’istruzione dei paesi europei.
Lo studio, che ha coinvolto studenti di scuola secondaria superiore, insegnanti e genitori di entrambi i sessi in Italia, Francia, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito, ha evidenziato una sostanziale parità di attitudini e interesse per l’informatica fra i ragazzi e le ragazze.

Il numero di ragazze che sceglie di proseguire gli studi nel settore tecnologico è in proporzione elevato, ma la maggior parte di esse in ogni caso non intende avviarsi a una carriera nell’ICT, causando così una pesante dispersione di talenti e capacità che sarebbero molto utili in un mercato che, nonostante la crisi economica, soffre la mancanza di figure professionali specializzate.

I risultati generali dello studio hanno evidenziato che il 50% delle ragazze che dichiara di essere interessata all’ICT non prosegue gli studi nel settore; non basta amare l’informatica per decidere di dedicarsi ad essa nella vita. Il fattore che demotiva le studentesse è la convinzione che l’ambito ICT sia “di per sé più adatto agli uomini”. Laddove questo pregiudizio è meno forte, come in Italia o in Polonia (dove meno di un terzo delle studentesse ha espresso tale opinione) la percezione delle professioni tecnologiche, il ruolo dell’ICT nella società e in generale la valutazione del settore sono più positive.
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Manli alla ricerca di partner per il mercato italiano

4890-5.jpgManli alla ricerca di partner per il mercato italiano
L’asso asiatico delle schede video, entra nel mercato italiano e svela le strategie per il canale

Manli Technology Group Ltd (Manli) www.manli.com, uno dei principali produttori mondiali di schede grafiche, è alla ricerca di partner per lo sviluppo del mercato italiano, per l’espansione al di fuori dell’estremo oriente.

L’azienda, che produce anche schede madri, netbooks e prodotti multimediali è alla ricerca di partner italiani, sia nella distribuzione che per quanto riguarda VAR e System Integrators.

Stella Sun, responsabile vendite di Manli, è sicura del fatto che il grande successo in Asia è una conferma che per il produttore, i partners sono una risorsa fondamentale.

“In Asia, abbiamo mostrato al canale che Manli è sinonimo di qualità e ottimi margini di guadagno” afferna Stella Sun “Distributori e rivenditori attraverso tutto il Pacifico stanno lavorando con noi e, come logica conseguenza, è naturale il nostro ingresso nel mercato italiano. Siamo alla ricerca di distributori, system integrators e VAR, per quanto riguarda la commercializzazione di componenti e di prodotti finiti, come i netbooks”.
Manli, membro del gruppo PC Partner – www.pcpartner.com, è uno dei principali partners di Nvidia e di ATI per quanto riguarda la produzione di schede grafiche.

Manli può contare su 13 anni di continui successi nel settore della produzione delle schede grafiche e, recentemente, si è inserita nel fiorente mercato dei Netbooks, inserendo nuove features e diversificandosì così dai concorrenti.

A proposito di Manli
Manli Technology Group Ltd, fondata nel 1996 e membro del gruppo PC Partner, sviluppa e produce schede grafiche, schede madri, Netbooks e prodotti multimediali venendo incontro alle richieste del mercato IT.
Grazie ai severi controlli di qualità e all’innovativo team di ricerca e sviluppo, i prodotti Manli sono sinonimo di qualità, prestazioni, affidabilità e sono conformi ai più alti standard qualitativi del mercato.
L’obbiettivo di Manli è quello di proporre prodotti affidabili ad un prezzo competitivo.


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La nuovissima iniziativa del Ministero dell’Istruzione dal nome: Non perdere la bussola

sicur.jpg La nuovissima iniziativa del Ministero dell’Istruzione dal nome “Non perdere la bussola” nasce con i migliori propositi.
Il progetto, che prevede workshop gratuiti nelle scuole medie inferiori e superiori, ha lo scopo di sensibilizzare i giovani al corretto uso del Web.
Collaborano all’iniziativa anche la Polizia delle Comunicazioni e YouTube, i cui responsabili sarebbero d’accordo sugli obiettivi da raggiungere.

Secondo il capo della Polizia Postale e delle Comunicazioni, si tratta di “prevenire situazioni di pericolo in cui possono incorrere con facilità, se non correttamente guidati, i ragazzi minori”.
Il Web è come “un grande oceano che può nascondere insidie ed il nostro compito e quello di farne esplorare i fondali con la massima sicurezza possibile”.
Secondo Maurizio Masciopinto, membro del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, i rischi della Rete, però, non devono diventare un limite allo sviluppo della comunicazione nel Web.

Durante i corsi, che prevedono il coinvolgimento anche degli insegnanti, si approfondiranno temi come la tutela della privacy e del copyright, il cyberbullismo e la netiquette.

Per pubblicizzare l’iniziativa inoltre si è scelto di girare alcuni video in cui compaiono poliziotti giovani e, anche in questo caso, il motivo sarebbe ben preciso: “i ragazzi spesso considerano gli adulti come persone che nulla sanno della Rete e dei suoi pericoli, ritenendosi altresì perfetti padroni del mezzo”. Per entrare in quello che sembra il regno dei minori, dunque, il responsabile della Polizia delle Comunicazioni ha affermato che servivano giovani agenti in grado di parlare il linguaggio dei ragazzi.

L’intenzione è quella di creare dei “consapevoli cittadini della Rete”, ha dichiarato Marco Pancini, European Senior Policy Counsel di Google. Non bisogna dimenticare, ha aggiunto Pancini, che Internet è come la vita di tutti i giorni: “anche online i cittadini hanno diritti e doveri da rispettare”.

Anche lo Stato incomincia a capire l’importanza del Web per i giovani di oggi che saranno gli adulti di domani.


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SUSE Appliance Program

0.jpgNovell annuncia un programma ed un insieme di tecnologie che per la prima volta danno la possibilità agli ISV (Independent Software Vendors) di costruire, aggiornare, configurare e lanciare sul mercato in modo veloce appliance software completamente supportate.
SUSE Appliance Program è l’unico che permette agli ISV di creare un sistema operativo personalizzato e totalmente supportato e di costruirvi uno stack di software completo, facendo così di Novell l’unico vendor capace di fornire una soluzione appliance end to end completa per ISV.
Costruito su piattaforma SUSE Linux Enterprise SUSE Appliance Program trasformerà il modo in cui gli ISV confezioneranno e distribuiranno le proprie offerte di software, permettendo loro di fornire in modo veloce applicazioni in ambienti fisici, virtuali e cloud, ridurre il ciclo di vendita e dedicarsi a nuove opportunità di mercato.

Come parte di SUSE Appliance Program, sono oggi disponibili SUSE Studio Online (uno strumento innovativo basato sul web per la creazione di appliance), SUSE Linux Enterprise JeOS (Just Enough Operating System), supporto completo per SUSE Linux Enterprise Server 11 implementato su Amazon Elastic Compute Cloud (Amazon EC2), e un esaustivo supporto di marketing per gli ISV. Novell offre anche un’anteprima tecnica di SUSE Appliance Toolkit, una suite di strumenti che hanno la funzionalità di gestione dell’aggiornamento, degli accessi e delle configurazioni. Novell annuncia anche l’ampio supporto a SUSE Appliance Program da parte dei più importanti ISV come Adaris Technologies, Adobe, BitRock, Four J’s Development Tools, Hewlett-Packard Company, IBM Software, Imprivata, Infobright, Messaging Architects, Quest Software, SAP, Sonoa Systems, Tech Data Corporation e Zmanda.

“Gli appliance software possono aiutare a semplificare l’IT delle piccole e medie aziende, agevolando la loro focalizzazione sul cliente risparmiando denaro,” afferma Bob Sutor, vice president Open Source e Linux di IBM Software. “Siamo convinti che la facilità d’uso e implementazione delle appliance software come Lotus Foundations, costruite su SUSE Linux Enterprise e su software IBM presentino convincenti opportunità di vendita per i nostri partner. Siamo felici di ampliare la nostra collaborazione con Novell nell’ambito appliance.”

Tuttavia, questi approcci lanciano nuove sfide agli ISV per configurare e fornire un’installazione su misura delle proprie applicazioni.
Un esempio di questo è la appliance software, una combinazione preconfigurata di un’applicazione, un sistema operativo integrati in un’unica soluzione adatta a funzionare sugli hardware standard presenti sul mercato

Gli appliance software rappresentano la prossima evoluzione del software packaging e permettono all’hardware di staccarsi dal software e di creare una maggior flessibilità nell’implementazione e gestione,” dichiara Al Gillen, Program vice president, System Software di IDC “Le aziende stanno cercando modi semplificati per implementare le proprie applicazioni e questo modello emergente non solo punta direttamente sulle infrastrutture sempre più virtualizzate degli attuali data center, ma è anche capace di implementazione in ambienti cloud computing. Siamo convinti che gli appliance software aiuteranno anche a ridurre i costi di supporto e i tempi del ciclo di vendita per gli ISV, rendendo questo concetto attraente anche per i vendor e per l’utente finale.”.
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Apple iPhone: Come trasferire tutti i dati

Apple iPhone: Come trasferire tutti i datiTentati dalle nuove offerte o semplicemente dalle migliorie introdotte con il nuovo modello dell’Iphone e siete in procinto di cambiare il vostro vecchio 2G o 3G per il nuovo 3GS ma non sapete come trasferire tutti i dati?

Ancora una volta Apple ci stupisce. Infatti sul suo sito ufficiale trovate la procedura in italiano per effettuare il “temuto” trasferimento, che risulta in realtà molto semplice e indolore.

1.Aggiornate iTunes sul vostro Mac/PC all’ultima versione del programma disponibile;
2.Collegate quindi il vecchio modello di iPhone al Mac/PC e aggiornatelo all’ultima versione del sistema operativo iPhone OS;
3.Occorre ora sincronizzare ed effettuare il backup del vecchio telefono un’ultima volta per trasferire su iTunes nel vostro Mac/PC le ultime modifiche effettuate tra cui eventuali nuovi contatti, acquisti nell’App Store o iTunes Store, appuntamenti nel calendario, ecc.);
4.A questo punto potete scollegare il vecchio modello dal Mac/PC e collegare il nuovo appena acquistato;
5.Se non lo avete già fatto, attivare il nuovo iPhone tramite iTunes;
6.Una volta attivato vi verrà chiesto se l’iPhone deve essere considerato come un nuovo telefono o se volete effettuare un ripristino da un backup esistente. Selezionate l’opzione inerente il ripristino e avviatela. Questa procedura durerà abbastanza in quanto iTunes deve “clonare” il vostro vecchio telefono nel nuovo;
7.L’iPhone verrà quindi riavviato a fine trasferimento, non scollegate il telefono finché non vi verrà segnalato di farlo direttamente da iTunes.
Il dati sono ora trasferiti completamente sul vostro nuovo modello appena acquistato. Di fatto accenderete il nuovo iPhone e avrete l’impressione di non aver mai cambiato telefono, se non fosse per le nuove funzioni e prestazioni del nuovo modello. Accedendo infatti troverete addirittura le chiamate effettuate e perse, messaggi e le impostazioni delle applicazioni salvate in precedenza nel vostro amato melafonino.

Non vi resta ora che cancellare infine i vostri dati dal vecchio modello. Per farlo non dovete far altro che entrare nelle impostazioni, andare quindi in “Generali”, “Ripristina” e selezionare “Cancella contenuto e impostazioni”, mettere eventuale password salvata nel dispositivo e il vecchio iPhone tornerà alle condizioni di fabbrica, come se fosse appena acquistato.


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