Apple iPhone: disponibile il firmware 2.0.2


Da oggi un nuovo update per affrontare il “guaio” della connessione veloce. Funzionerà?
La Apple ci prova. Subissata dalle proteste dei consumatori (soprattutto americani, ma anche gli europei non scherzano) per la connessione a Internet veloce, rivelatasi in più di un caso un sogno, ha deciso di correre ai ripari. Da oggi sarà disponibile un software update per l’ultimo nato in casa iP L’obiettivo – dice l’azienda – è di cercare di risolvere i problemi di connessione. Secondo quanto affermato da un portavoce della T-Mobile, il software può essere scaricato a partire da oggi, ma se sarà in grado di risolvere o meno i problemi di connessione è ancora da chiarire.

At&t ha confermato il lancio dell’update del software, senza comunque fornire dettagli. Sarà interessante – specie per quanti ancora non hanno acquistato il melafonino – seguire gli sviluppi della vicenda.
Il chiarimento di Apple Italia
Il software per migliorare la velocità della connessione on line è già disponibile, non solo per gli utenti americani, ma per tutti, a livello internazionale.
Lo fa sapere la Apple Italia, che ci spiega che il software è a disposizione contemporaneamente negli iPhone di tutto il mondo.
L’aggiornamento è automatico, ed è il programma che segnala all’utente di scaricare l’installazione, in modalità completamente gratuita. Da ieri sera il nuovo software, chiamato 2.0.2, è a disposizione di tutti i possessori del melafonino 3G.
Saranno i clienti di Apple a verificare se funziona. La “casa madre” Usa ha infatti già spiegato che sulla connessione quando le linee sono affollate non sono possibvili test in laboratorio. Speriamo bene.

Come è nato il nuovo caso

Nuovi problemi per il melafonino arrivano dagli Usa. Molti clienti che lo hanno comprato per navigare velocemente su Internet sono rimasti delusi, perché lamentano che l’i.Phone G3 è lento proprio nella navigazione in rete. Se ne sono lamentati in molti soprattutto negli Stati Uniti, ma il nuovo problema è segnalato anche da clienti europei.

Il chip difettoso si connette a Edge

La causa, secondo un articolo del Business Week, è da addebitare a un chip prodotto dalla tedesca Infineon. Questo componente infatti, secondo il settimanale americano, è alla base di uno dei problemi che più stanno interessando il cellulare Apple: anche in zone coperte dal segnale 3G, l’iPhone spesso si connetterebbe sfruttando la più lenta rete Edge, proprio come il suo predecessore.

Addirittura in molti hanno notato un improvviso calo della velocità nella connessione, dovuta all’automatico passaggio dalla rete veloce a quella più lenta.

La Apple vuole sostituirlo

Il calo della velocità si registra soprattutto in aeree con un elevato traffico telefonico, come le grandi città americane della Silicon Valley. La Apple si difende spiegando che il chip tedesco è basato su una tecnologia innovativa che non ha dato problemi durante i test di laboratorio, ma fa anche notare che situazioni di traffico intenso come quelle della Silicon Valley non sono riproducili nei test.

L’azienda sta pensando comunque di sostituire il chip contestato.
Il tema del controllo a distanza
Il “caso I-Phone”, nato dal codice inserito dalla Apple per il controllo a distanza del melafonino potrebbe essere solo la punta di un iceberg, riconosciuta ufficialmente dopo l’ammissione di Steve Jobs, che non ci ha visto “nulla di male”. Ma perché Jobs è apparso così visibilmente preso in contropiede dalla “scoperta”? Forse perché oggi tutto è in qualche modo “connesso”.
Anche i computer sono connessi

Non solo telefonini, ma anche computer: il programma antivirus deve per forza connettersi per scaricare gli aggiornamenti, il sistema operativo (Windows, ad esempio) deve fare lo stesso per lo stesso motivo, alcuni software hanno l’help online, a parte i messenger (Skype e simili) e ovviamente i browsers, che devono per forza essere connessi per funzionare.
L’utente non lo sa mai

L’utente non saprà mai in ogni caso chi sta facendo cosa al proprio Pc o al suo cellulare. Inoltre i messaggi che partono e/o raggiungono i singoli devices possono essere inviati come stringhe criptate (non “in chiaro”, quindi) e, anche se l’utente fosse in grado di intercettarli, non saprebbe poi come decifrarli (né, una volta decifrati, è detto che avrebbe in mano chissà quale informazione preziosa). Questo vale per qualsiasi software: nessun utente è in grado di stabilire se una azione “normale” per la manutenzione del proprio pc ne nasconda una o varie considerate irregolari. L’utente è costretto a fidarsi. Ma è giusto che sia così?
Serve l’intervento di un’Authority

Nessuno da solo può farci nulla. Si potrebbe dire, parafrasando: “E’ il rischio delle nuove tecnologie, bellezza”. Ma se un’Authority – il Garante delle comunicazioni o quello della Privacy, ad esempio – aprissero un fascicolo sulle possibili “spiate informatiche”, l’Italia potrebbe essere all’avanguardia nel mondo nell’imposizione di nuove regole che garantiscano molto più di ora gli utenti.
Nuove accuse all’I-Phone: spende da solo

Intanto si moltiplicano sul web le accuse all’I-phone. Questa a cui potete collegarvi sembra molto documentata. Il melafonino, a quanto pare, è davvero malizioso (o stupido, fate voi) si collegat, infatti, direttamente a Internet, moltiplicando i costi, se non gli si dice di non farlo. Se è vero, state attenti perché è rischioso avere a che fare con uno spendaccione.

Fonte: ilsalvagente.it

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