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Google: Classifica delle parole più ricercate sul web del 2009


Cosa ricercano gli Italiani sul web ?

Sotto la classifica delle parole più ricercate nel 2009:

facebook login
libero mail
alice mail
yahoo mail
subito
grande fratello 9
superenalotto
gossip girl
cristina dal basso
alessandra amoroso

Le news più popolari del 2009

terremoto abruzzo
sanremo 2009
grande fratello 9
elezioni sardegna 2009
veronica lario
elezioni europee 2009
giuramento obama
x factor 2009

Le leggi più cercate del 2009

legge 104
legge bersani
legge fallimentare
legge 626
legge sulla privacy
legge finanziaria 2009
legge 133/2008
legge 241/90
legge finanziaria 2008
legge brunetta
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Google: Servizi gratuiti aggiuntivi


Google è soprattutto conosciuto come il motore di ricerca di riferimento per il web, poi per il suo fantastico servizio di posta elettronica Gmail.
Ma la grande G non è solo questo, infatti dispone di molti servizi utili.

1. Aardvark, che è una versione moderna e impronunciabile di Yahoo! Answers. Provate per credere, risponderanno ad ogni vostra domanda, ma solo in inglese. Il suo compito è quello di effettuare una social search. Si propone, in pratica, di trovare persone, e non siti o soluzioni. Molto interessante.

2. Google Sets vi lascia dei campi vuoti a disposizione, in cui voi inserirete degli elementi. Magari dei film che hanno qualcosa in comunque, oltre al fatto di piacervi molto. Sets si occuperà di completare la lista con altri elementi attinenti.

3. Audio Indexing tiene conto di quante volte un certo argomento è trattato
nell’audio dei video di YouTube. Per ora funziona solo con la politica americana, ma le potenzialità sono enormi.

4. News Timeline, dispone i risultati di Google News lunga una linea del tempo, mostrando graficamente come un certo argomento muti identità e contorni mentre le ore e i giorni passano.

5. Living Stories è frutto di una collaborazione fra Google e due grandi quotidiani americani: il New York Times e il Washington Post. Indicizza solo le notizie che sono nate e si evolvono solo nelle versioni web dei due giornali. .

6. City Tours, naturalmente basato su Google Maps, propone degli itinerari nelle città turisticamente più interessanti, collegando ogni punto del percorso a pagine su pagine di informazioni utili su luoghi, ristoranti, risorse.

7. Image Swirl è un motore di ricerca avanzata per immagini. Probabilmente il più noto della Top Ten, da provare subito se ancora non lo conosceste. Basa i suoi risultati sulla somiglianza grafica fra le immagini e le sa anche dividere in categorie (auto che rispondono alla chiave Jaguar, animali, etc.).

8. Dictionary.

9. Squared, si propone di disporre in tabelle ricche di informazioni i risultati delle ricerche effettuate in esso. Con la possibilità di aggiungere dettagli e proporre nuove tabellei.

10. Fast Flip, presenta una veloce anteprima delle varie pagine di un sito di informazioni, come se sfogliassimo un giornale. Scegliendone una, e cliccandoci sopra, si apre la relativa pagine e si legge comodamente la notizia in questione.


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Milano: Da bere e da vedere


Milano fa il suo ingresso nelle città mondiali visibili in 3D su Google Earth, insieme a metropoli quali Melbourne, Parigi e New York.

E’ la più imponente simulazione architettonico-urbanistica di 51 Km2 dell’area cittadina.
Milano in 3D è infatti un layer di Google Earth, ovvero un livello tematico sovrapponibile alle rappresentazioni geospaziali offerte dall’applicazione di Google.

Sia che non siate mai stati a Milano, che ci abitiate o che siate tra questi due estremi, Milano in 3D offre un’incredibile opportunità per visitare la città in modo inedito e godersi una panoramica unica.

Sono oltre 5.000 gli edifici attualmente disponibili su Milano in 3D e progressivamente ne verranno inseriti di nuovi. Utilizzando gli strumenti di navigazione di Google Earth, si può volare sopra Milano e ammirarne le sue curiosità, i suoi simboli e leggende: il Duomo e le guglie “all’ombra della Madonnina”, i bastioni del Castello Sforzesco, l’Arco della Pace, la Torre Branca. E ancora: via Montenapoleone, Palazzo Marino, il tempio lirico de La Scala, la Stazione Centrale, Santa Maria delle Grazie.

Con questo ‘ritratto’ tridimensionale reso possibile dalla tecnologia di Google e da oggi disponibile a chiunque gratuitamente, la Milano di oggi diventa universalmente accessibile e proietta la sua immagine futura di metropoli globale in Europa e nel mondo in vista di Expo 2015.
E’ già riconoscibile la torre di 160m della nuova sede di Regione Lombardia, insieme alle immagini dei cantieri e dei progetti in corso.

Come fare. Una volta scaricato il software Google Earth sul proprio PC, per accedere alla ricostruzione 3d della città basta digitare “Milano” sul pannello di navigazione e selezionare “edifici 3D”. In questo modo sarà possibile zoomare sull’immagine, cambiare l’inquadratura o ruotare la città con un semplice click del mouse. I modelli tridimensionali sono, per la maggior parte, generati da Google, ma includono anche svariati modelli originati da utenti. E’ possibile, infatti, creare direttamente gli edifici in 3D con uno strumento ad hoc, il “modellatore” di uffici in 3D.

Per esplorare Milano basta scaricare gratuitamente Google Earth 5.0 all’indirizzo: http://earth.google.it/ o visitare direttamente il sito http://earth.google.it/milano/


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L’iPhone è moda ma il Google telefonino è innovazione

L’iPhone è moda ma il Google telefonino è innovazione
Da tempo, si rincorrono voci che parlano di un cellulare made in Google, e l’anno scorso, quando venne annunciato G1, i fan di BigG ebbero un sussulto pensando che si trattasse proprio del Google Phone.

Molti di voi staranno pensando, ma come, Andorid allora che cos’è? Android, prodotto da Google, è solo il sistema operativo di alcuni modelli di cellulari, mentre quando si parla di Google Phone, si intende un dispositivo marcato Google.

Nexus One, questo il nome del cellulare, ci sono anche alcune foto e informazioni sulle caratteristiche. Addirittura, si sa che tutti i dipendenti Google usano già una prima versione del cellulare.

Le caratteristiche di Google Nexus One:
Software: Android 2.1
Hardware: HTC
Specifiche: processore Snapdragon, schermo touch screen capacitivo, tastiera solo sullo schermo, ruota per lo scorrimento delle pagine e sfondo del desktop animato
Data di lancio: Gennaio 2010

Le caratteristiche sono quelle comuni dei dispositivi attualmente in commercio, ma quello che renderebbe il dispositivo appetibile, è innanzitutto il fatto che si tratta di un prodotto Google, e poi, il Nexus One verrebbe commercializzato senza nessun legame con un provider. Questo significa che si potrà comprare il cellulare direttamente online, e utilizzarlo con la SIM del gestore che preferiamo.

A Mountain View ancora non si sono sbottonati, e tutte le notizie trapelate non sono ancora state confermate (ne smentite). La data di lancio, non si sa se sia globale, o riservata ad un primo momento solo per il mercato USA.

Il fatto che Nexus One venga prodotto dalla HTC lascia sperare che, se mai sia vera la notizia, il dispositivo venga venduto anche in Italia.

Fonte G. Morons

nexus one google telefonino





Google Vs Bing: Novità per i più famosi motori di ricerca

Google Vs Bing: Novità per i più famosi motori di ricercaI MOTORI di ricerca dei due rivali storici, Google e Microsoft, si sfidano a colpi di innovazioni.
Mountain View sta per integrare un jukebox musicale e i messaggi di Twitter; Redmond si accorda con Twitter e Facebook per inserirne i contenuti nel suo Bing. Lo sforzo è sempre quello di arrivare al motore di ricerca perfetto, che soddisfi tutte le domande dell’utente in rete.

Una veloce ricerca sul motore più diffuso al mondo e potremo ascoltare musica gratis; con un altro clic, comprare una canzone.
È questo il senso di una nuova funzione che il colosso di Mountain View annuncerà il 28 ottobre.
E anche se Google per ora non conferma né smentisce, le voci si sono diffuse d’un lampo su tutto il web.
Le riporta anche il Wall Street Journal, che ha avuto conferme da proprie fonti. Per esempio, cerchiamo “Genesis”: adesso su Google ci appaiono link con siti sulla band, ma anche foto e video tratti da YouTube. A questo mix di cose- tutto nello stesso contenitore, cioè la pagina della ricerca- si aggiungerà anche la possibilità di ascoltare canzoni di quel gruppo. Google, secondo le voci di corridoio, offrirà le canzoni con link ai servizi musicali di Lala e Like (posseduto da News Corp), che funzionano come jukebox gratuiti su internet. Se l’utente clicca sui link, apparirà la maschera del servizio scelto (Lala o iLike); partirà la canzone, ascoltabile gratis. Con un clic potrà anche comprarla, per conservarla sull’hard disk.

In futuro Google farà accordi anche con Apple (iTunes) e Amazon, per offrire canzoni dai loro archivi. Tutti questi servizi (eccetto quello di Amazon) sono accessibili anche in Italia. La nuova funzione di Google dovrebbe quindi apparire pure nelle nostre ricerche.

Microsoft. Ma perché tutta questa eccitazione e fuga di notizie intorno a una nuova funzione del motore di Google? Perché si sta consumando una guerra di massimi sistemi tra motori di ricerca. Dopo anni di imperturbato dominio, Google ora ha un avversario pericoloso: il motore Bing, di Microsoft. Un motore che in alcuni aspetti è più innovativo di Google e che continua a potenziarsi. Notizia di ieri è l’accordo tra Microsoft, Twitter e Facebook: in Bing entreranno i contenuti pubblici di questi siti. Significa che Bing si aprirà al cosiddetto “web in tempo reale” (“real time web”): permetterà di trovare i commenti e i messaggi scritti dagli utenti di Twitter e Facebook, già un instante dopo che vengono scritti. Ad esempio, per seguire in tempo reale l’evolversi di una notizia riportata dagli utenti di Twitter presenti a un evento, una manifestazione, un moto di piazza. Ci sono già numerosi motori di ricerca che permettono di trovare contenuti nel real time web, ma adesso il fenomeno interessa sempre di più i big di internet.

Non a caso, sempre oggi Google annuncia un accordo parallelo e analogo con Twitter. “Data l’importanza di questo fenomeno e di ciò che oggi rappresenta, siamo felici di poter annunciare che abbiamo raggiunto un accordo con Twitter per includere i loro aggiornamenti all’interno dei risultati di ricerca di Google”, si legge nel suo blog. ” In questo modo, la prossima volta che cercherete informazioni legate a commenti in tempo reale, ad esempio informazioni sulle condizioni meteo nella vostra località sciistica preferita, potrete trovare i tweet di utenti che si trovano già là e che hanno deciso di condividere le ultime informazioni sul posto”.


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Google Maps: La follia del momento si chiama Monopoly City Streets

Google Maps: La follia del momento si chiama Monopoly City Streets

Si chiama Monopoly City Streets e coinvolgerà milioni di utenti del mondo. Un budget di 3 milioni di dollari per diventare i padroni del mondo intero.

L’obiettivo del gioco è quello di coinvolgere tantissimi utenti in un gioco che permetterà di diventare veri e propri imprenditori edili, partendo da un budget di 3 milioni di dollari (virtuali).

Nessun limite di strade per la costruzione del proprio impero, avrete tutto il mondo a disposizione con un unico limite: un solo proprietario per ogni abitazione o terreno presente su Google Maps. La particolarità di questo progetto è infatti l’integrazione di Monopoly City Streets con il sistema di mappe satellitari di Google, una trovata divertente che consentirà a molti di acquistare la propria casa e farla diventare parte del proprio patrimonio immobiliare.

Per maggiori informazioni è sufficiente collegarsi sul sito ufficiale di Monopoly City Streets


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Google: Google Maps Navigation un sistema di navigazione stradale gratuito

Google: Google Maps Navigation un sistema di navigazione stradale gratuito

Google va avanti, senza freni. Dopo Android 2.0, oggi è stato anche il giorno della presentazione di Google Maps Navigation, un sistema di navigazione stradale gratuito che funzionerà con la nuova versione del software per smartphone e – al momento – solo negli Stati Uniti. Sarà dotato di funzionalità di riconoscimento vocale e di un visual display sul quale si potranno vedere le fotografie dell’archivio online di Google. Apple-iPhone e Garmin e TomTom (e le altre marche che si occupano di navigatori Gps) sono avvertiti. Non c’è invece preoccupazione dalle parti di Mountain View per i nuovi, possibili “nemici” che la società si sta creando aumentando – a dismisura – le proprie aree di business.
Molto chiaro, e in perfetto stile Google, Eric Schmidt, amministratore delegato dell’azienda: “Fino a che saremo dalla parte dei consumatori andrà tutto bene”.


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Google e Twitter raggiungono accordo per delle nuove funzionalità

Google e Twitter raggiungono accordo per delle nuove funzionalitàGrandi novità per quanto riguarda i due colossi Google e Twitter.
Dopo tante indiscrezioni, arriva l’annuncio definitivo, Google e Twitter hanno raggiunto un’importante accordo che andrà a vantaggio di entrambi.

Google metterà a disposizione dei suoi utenti una nuova funzionalità, che permette di effettuare ricerche in tempo reale, sui maggiori social network e piattaforme di micro blogging.

La nuova funzionalità introdotta, prende il nome di Social Search e viene offerta agli utenti Google, come servizio sperimentale, in Google Labs.

Dopo aver attivato Social Search, dalla sezione Google Labs del proprio account, gli utenti avranno la possibilità di integrare nelle loro ricerche effettuate con Google, tutti i contenuti presenti su Twitter, FriendFeed, Picasa, Blogger e Google Reader.

Quindi, i messaggi di micro blogging su Twitter potranno essere trovati anche attraverso una ricerca su Google.

L’accordo stipulato porterà vantaggi sia a Google che a Twitter: Twitter avrà la possibilità di aumentare in maniera esponenziale la propria popolarità; invece, Google potrà arricchire ancor di più i propri servizi e contenuti.


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Google Chrome Frame: O forse è meglio chiamarlo Google Trojan Horse

chrome-os-internet-explorer.jpgSi chiama Google Chrome Frame, ma forse sarebbe più opportuno chiamarlo “Google Trojan Horse”. La nuova iniziativa di Mountain View per un web meno ancorato alle tecnologie del passato prende la forma di un plugin per Internet Explorer (6, 7 e 8), installato il quale anche gli utenti costretti (vuoi per necessità o per semplice pigrizia) a navigare con il browser Microsoft potranno sperimentare i nuovi standard del web moderno.

Il plugin, avverte Google, è nelle prime fasi di sviluppo ma ha un obiettivo già ben definito, vale a dire trasformare l’interfaccia di IE in un contenitore all’interno del quale far girare il motore di rendering Webkit e il potentissimo interprete JavaScript di Chrome noto come V8.
La ragione è fornire agli IE-dipendenti i vantaggi dell’HTML 5, la corretta interpretazione dei fogli di stile, il supporto per le Canvas e il formato grafico vettoriale SVG, nonché la stellare velocità di esecuzione del codice JS all’interno del suddetto engine V8.

Chrome Frame si inserisce perfettamente nella politica apertamente “ostile” (di Google e non solo) nei confronti del vetusto Internet Explorer 6, a cui mancherà presto il supporto per YouTube, Digg e altri importanti portali.
Secondo le intenzioni, la disponibilità del motore di un browser moderno sotto forma di plugin dovrebbe poi servire a rendere meno amara la pillola dell’upgrade in taluni ambienti corporate, dove spesso la compatibilità con il framework di IE 6 ancora rappresenta una condizione necessaria a far girare software specialistico da cui le aziende non possono proprio prescindere.


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Polemica Google: Il servizio di Google Books viola il copyright e la privacy dei lettori

Polemica Google: Il servizio di Google  Books viola il copyright e la privacy dei lettoriIl servizio di Google Books viola il copyright e la privacy dei lettori.

Google Books, che ha il grande merito di aver digitalizzato intere biblioteche, documenti e riviste, è oggi oggetto di infuocate discussioni.
Google Books è uno dei servizi online dell’azienda di Mountain View, nato per digitalizzare libri, riviste, contenuti in formato cartaceo e portare anche le opere letterarie in tutte le case in cui vi fosse un computer connesso ad Internet.

Secondo la Federal Trade Commission, serve immediatamente una regolamentazione delle procedure di Google book in materia di privacy.
Il progetto di portare intere biblioteche nazionali, come quella francese, in Google Books è al momento sospeso, a causa di una disputa legale sulla violazione del copyright di alcune case editrici.

Uno degli aspetti più discussi è sicuramente la salvaguardia dei dati personali dei lettori.
Con una lettera indirizzata direttamente a Google, la Federal Trade Commission ha invitato la casa di Mountain View a rivedere la propria politica sulla privacy, sviluppandone anche una nuova, concentrandosi sulla “limitazione di usi secondari dei dati personali raccolti tramite Google Books.

Per quanto riguarda invece la volazione del copyright, Google ha deciso di pagare 125 milioni di dollari per creare un Book Rights Registry, che sarà utilizzato dalle case editrici e dai giornalisti per registrarsi e ricevere indennizzi.
L’accordo è stato aspramente criticato da American Library Association e da Association of Research Libraries, preoccupate che il controllo di Google, anche nei prezzi, possa passare dal digitale al cartaceo annullando le biblioteche.

Che dire un grande servizio che forse verra fermato dalla solita politica stolta e cieca


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Google: lancia il nuovo servizio Google Voice per Voip

google_voice.jpgGoogle ha lanciato negli Stati Uniti il proprio servizio Google Voice, un “upgrade” del servizio VoIP che lega tutti i telefoni di un utente a un numero personale, precedentemente offerto da GrandCentral, aggiungendo nuove funzioni come la Voicemail Transcription, e la gestione degli SMS.
L’utente Google Voice può impostare il servizio in modo che quando riceve una chiamata sul proprio numero Google squilli un determinato telefono, o anche più di uno, in base a una serie di filtri, come il numero del chiamate, oppure l’ora del giorno.
per esempio, disabilitando il telefono di casa e dirottando tutte le chiamate sul cellulare o in ufficio durante il giorno.

Google Voice Mobile è stato rilasciato per Android e BlackBerry.
In questo modo è possibile effettuare direttamente dal proprio cellulare chiamate internazionali a costi ridotti sfruttando il VoIP e accedere a tutte le altre funzioni offerte dal proprio numero Google Voice.

Oltre a permettere di usare il cellulare per inviare SMS o effettuare telefonate passando dal proprio numero Google Voice, la nuova applicazione per BlackBerry e Android si integra con la rubrica telefonica del telefono e mette a disposizione anche sui dispositivi mobili la funzione di Voicemail Transcription (text to speech).
Google sta lavorando per rendere disponibile il servizio anche sull’iPhone

Purtroppo la disponibilità del servizio è limitata agli Stati Uniti, non si hanno ancora notizie di un’eventuale diffusione in Europa e nel resto del Mondo.

Skype deve stare attenta all’attacco della grande G.


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Google: Brevetta lo stile della sua famosa Homepage

google-logo-design.jpgLa homepage piu vista e famosa del web, naturalmente parliamo di quella di Google non potrà più essere copiata né riprodotta in qualche modo.

Dopo oltre cinque anni di attesa, l’azienda di Mountain View ha finalmente ottenuto il copyright dallo Us Patent and Trademark Office degli Stati Uniti.
Si tratta della licenza numero US D599,372S emessa il primo settembre ultimo scorso e che tutela il layout della celebre pagina di google.
Da ora nessuno potrà replicare l’aspetto grafico, perché fa parte integrante del familiy feeling di Google e quindi è un elemento identificativo essenziale.
Non si possono nemmeno pubblicare strutture di siti che possano indurre a confondere il Search con altri servizi.
Per esempio, non è possibile realizzare hompage che abbiamo due pulsantoni posti vicini a una serie di collegamenti e situati sotto a un grande campo di ricerca; oppure introdurre variazioni sul tema che però possano generare il dubbio che si tratti di una pagina Google anche se non lo è.
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Il mistero della Homepage di Google

Il mistero della Homepage di Google
Quelli che hanno acceso il computer mentre sorseggiavano il caffè non se ne devono essere accorti subito.
Il marchio di Google era cambiato.
Sabato 5 settembre il logo è dedicato agli Ufo.
C’è una navicella aliena che “rapisce” una delle “o” di Google. Viene naturale gustarsi la spiegazione della curiosa dedica. Il cursore del mouse si sposta sulla famosa scritta colorata e… sorpresa! Per la prima volta non appare nessuna spiegazione. Nessuno titolo, neanche una parola.
Quelli che si stavano pigliando il caffè devono averci pensato un attimo, devono aver posato la tazzina e devono aver cliccato sul logo.
Clicchi e il motore ti porta su una serie di pagine dedicate ai misteri inspiegabili.
Ma non c’è nessun riferimento particolare al 5 settembre. Nessun “evento” del passato. Nessuna ulteriore e tranquillizzante spiegazione. In meno di due ore la domanda più digitata è: perché?
Perché l’hanno fatto? A che cosa vogliono alludere?
Inutile dire che le prime risposte sono le più disparate e risibili. E’ in corso un’invasione aliena.
Sabato 5 settembre è la ricorrenza del più famoso atterraggio ufo sulla terra, e via con le ipotesi più incredibili.
Poi entrano in gioco gli “investigatori” seri e una serie di ipotesi plausibili prendono corpo.

La prima spiegazione interessante arriva dal sito Skidiamond.org. Sono loro a scovare una notizia che ha dell’incredibile.
Il 10 settembre 1956 un incidente d’auto uccide due giovani alla guida delle loro rispettive auto.
Siamo sulla statale 101 a sud di Eureka, in California.
I due ragazzi si scontrano frontalmente e muoino nell’impatto. All’ospedale i medici scoprono che sono nati nello stesso giorno. Il 5 settembre del 1933. Ma non hanno alcun rapporto di parentela né si sono mai conosciuti. La notizia fece il giro del mondo. Quelli di Skidiamond.org pensano che il riferimento di Google sia propria a questo episodio inspiegabile. Ma c’è un problema. Perché inserire una navicella aliena sopra il logo? E soprattutto il cambio di marchio è relativo solo a Google.it. Da altre parti del mondo la scritta colorata non è stata cambiata.
Bisogna continuare a cercare.
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Film in prima visione su Youtube

youtube.jpgSecondo a un rapporto del Wall Street Journal e alle solite fonti bene informate Google sarebbe da tempo in trattativa con le major del cinema nel tentativo di strappare un accordo per la distribuzione di film su youtube.

Il portale di condivisione multimediale da 100 milioni di utenti unici al mese, stretto tra le speranze di guadagni fuori parametro e conti costantemente in rosso, si avvierebbe così verso la naturale conclusione della sua lunga caccia alla partnership con i produttori di contenuti professionali.
Dop essersi assicurato accordi con Disney, Time Warner e altri, dopo aver dato il la a un programma di revenue sharing con quegli utenti autori dei video ad alto tasso di stupidità popolarità, GoogleTube non potrebbe individuare un partner migliore che le major cinematrografiche hollywoodiane.

Scarsi i dettagli trapelati in merito alle trattative, tra questi il prezzo dei videonoleggi in streaming (3,99 dollari) perfettamente allineati a quelli della concorrenza (iTunes di Apple in primis), nonché alcuni tra i grossi nomi coinvolti vale a dire Lions Gate, Sony, Metro-Goldwyn-Mayer e Warner Bros.
I titoli in noleggio verrebbero resi disponibili nello stesso giorno della distribuzione della controparte per l’home video, mentre la stragrande parte del guadagno (70 per cento, con un minimo di 3 dollari “garantiti” per visione) finirebbe dritta nelle tasche del cinema americano.

Una prima fase di beta testing del servizio sarebbe dovuta partire questo settembre, ma a quanto pare il lungo iter dei negoziati ha spostato questa fase più in là nel tempo.
Google e le major continuano a discutere, cercando un difficile accordo sui punti più spinosi come un’adeguata protezione dei contenuti da occhi e visitatori indiscreti, eventuali modalità di fruizione “alternativa” a quella del mero noleggio.

Le parti interessate non rilasciano commenti ufficiali, mentre le fonti citate dal WSJ avvertono che le trattative potrebbero anche portare a un nulla di fatto, se le major non ottenessero le assicurazioni richieste o se YouTube dimostrasse di non poter ottemperare ai suoi doveri di distributore di contenuti digitali con blindatura a doppia mandata.
Uno degli studios coinvolti gioca poi al ribasso sottostimando l’importanza delle trattative e dicendo che in fondo colloqui come questo sono frequenti, Hollywood parla con tutti e cerca sempre nuove partnership, prova ne siano i vari store digital-multimediali di Amazon, Apple, Netflix, Microsoft e via elencando.

Quello che, obiettivamente, con YouTube assume un valore completamente diverso (anche se gli studios non lo dicono in via ufficiale) è il potenziale di guadagno delle corporation coinvolte, sui cui bilanci tenderebbero eventualmente ad abbattersi autentici fiumi di denaro vista l’indiscussa centralità del portalone di video-sharing nell’ambito del web moderno.

Quattrini che finirebbero per ripagare ampiamente la lenta ma inesorabile erosione delle vendite di supporti ottici (DVD in particolare) dovuta alla grande diversificazione dell’entertainment in corso in questi anni, e la cui entità dipenderebbe anche dalla capacità delle major di sposare una Internet (sempre e comunque globale) con un mercato del videonoleggio telematico realmente universale.


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